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STORIA DELLA TUNISIA

ORIGINI: I BERBERI

Abitata fin dai tempi più antichi da popolazioni berbere, la regione conobbe, dopo la conquista fenicia, lo sviluppo della potenza marittima di Cartagine. La città-stato, fondata intorno all’800 a.C., nel corso dei secoli seguenti sviluppò un impero che comprendeva gran parte dell’Africa settentrionale e consistenti porzioni di territorio in Spagna, Sicilia e Sardegna.

 
Dalla dominazione cartaginese a quella romana

Il tentativo di consolidare le proprie conquiste territoriali e di estenderle al resto della penisola italica, rese inevitabile lo scontro tra Cartagine e la nascente potenza di Roma. La serie delle guerre puniche, iniziata nel 264 a.C. e conclusa nel 146 a.C., determinò la definitiva sconfitta di Cartagine. A partire quindi dal II secolo a.C. fino al V secolo d.C. la Tunisia costituì, con la Libia, la provincia romana dell’Africa proconsolare. Dopo la caduta dell’impero romano d’Occidente, nel V secolo la regione fu invasa dai vandali, che ne conservarono il controllo fino al 533, anno della conquista attuata dal generale bizantino Belisario. Né Cartagine, né i romani e i vandali provarono a estendere il loro controllo sui territori interni, che rimasero saldamente in mano alle tribù berbere.

 

 

 

 

   Anfiteatro di El Jem

La conquista musulmana

La conquista araba – iniziata nei primi decenni del VII secolo e ostacolata solo dalle frequenti rivolte berbere – determinò una rapida diffusione dell’islam, che in parte assorbì la precedente cultura romano-cristiana. Dopo la fondazione, nel 671, di Kairouan, la città divenne il centro da cui partivano le spedizioni di conquista del nord e dell’ovest del Maghreb. Dall’800 al 900 la regione (nota con il nome di Ifriqiya) fu governata da una dinastia indipendente, gli Aghlabiti, alleata dei califfi abbasidi. Il centro del potere si spostò verso l’Egitto quando gli Aghlabiti vennero rovesciati dai Fatimidi, che lasciarono ai berberi ziriti loro alleati il governo della regione. Durante la prima metà del XII secolo – mentre i normanni di Sicilia occupavano per brevi periodi centri sulla costa tunisina – la regione passò agli Almohadi, che tramite i luogotenenti Hafsidi vi regnarono fino al 1574


 

Il dominio ottomano                                                                                               

Nel 1534 il sultano hafsida venne rovesciato dai pirati ottomani di Khayr ad-Din, detto Barbarossa. Nel 1535 Barbarossa fu sconfitto dalle truppe spagnole di Carlo V, che ripristinò il sultanato ponendolo sotto la tutela della Spagna. Il dominio spagnolo durò tuttavia pochi decenni; nel 1573 fu infatti l’impero ottomano a imporre la propria egemonia sulla regione.

Sotto i turchi ottomani, dal 1574 al 1881, il paese godette di un periodo di relativa stabilità. L’esercizio del potere fu affidato ad amministratori locali, i cosiddetti bey (governatori). Il bey di Tunisi al-Husayn ibn Alì (che regnò dal 1705 al 1740) ottenne il diritto alla successione ereditaria, fondando così la dinastia degli Husaynidi (1710). Pur continuando a far parte dell’impero ottomano, la Tunisia si conquistò una notevole autonomia e visse un periodo di prosperità, in parte derivante dalla florida attività di pirateria nel Mediterraneo, in parte dai tributi che molti paesi versavano al governo tunisino proprio per scongiurare le aggressioni dei pirati.