TUNISIA DA VIVERE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ASSOCIAZIONE PER LO SVILUPPO TURISTICO, SOCIALE, CULTURALE ED ECONOMICO

E PER IL BENESSERE, L'AMICIZIA E LA COOPERAZIONE

ITALO TUNISINA

 

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SOMMARIO

 

Rita da Ariccia ad Hammamet

 

La storia

di Alda e Salvino

 

Intervista a Franca

Torneresti in Italia?

Neanche per sogno!

 

 

NEWS  EVENTI  STORIE

di Rita Salvati

 

Oggi vorrei fare delle considerazioni sulle giornate che trascorro qui ad Hammamet dopo aver fatto la scelta di trasferirmi dall'Italia e vorrei far partecipi tutte le persone che hanno dei dubbi, delle paure e delle riserve assolutamente condivisibili circa l'opportunità di trasferirsi in Tunisia. Ricordo a chi interessato che la mia si può leggere come una storia comune a tanti che hanno fatto la scelta di andare a vivere in Tunisia. Premetto che sono arrivata qui anni fa depressa, demotivata al vivere e con idee malsane che mi frullavano nella mente. Avevo avuto contatti, come molti di voi su un sito, con una persona che mi ha ospitato per pochi giorni, il tempo di trovare un alloggio e che ringrazio ancora. Era un ottobre e l'aria era dolce e intrigante, le strade brulicavano di donne, uomini e bambini vestiti con molta semplicità e che ridevano gioiosi. Conoscevo molto bene il mondo arabo ma vivere in Tunisia, pensavo, è un altro discorso e invece... Guardandomi intorno, mi venne una tranquillità interiore che da tanto tempo non provavo. In quei pochi giorni avevo conosciuto tanta gente, tunisini e italiani, in particolare due ragazze tunisine che avevano lavorato nel turismo e parlavano benissimo italiano con le quali è nata subito una bella amicizia, io già parlavo un pò arabo ma con loro l'ho migliorato. Andavamo tutte le mattine in un caffè storico di Hammamet, SIDI BOU HADID, giorno dopo giorno sedute lì dove vedete gli scogli, il mare e il sole, ho ricominciato a godere delle piccole cose. Oggi continuo ad andare ma insieme a tante persone che come me allora, hanno bisogno di ritrovarsi, di inserirsi. Tunisia da Vivere è nata per questo. Ieri ho fatto delle visite nei dintorni di Hammamet, in luoghi incontaminati. Certo noi in Italia abbiamo dei posti meravigliosi, la Sardegna, la Sicilia, la Calabria ma la pace e la serenità che ho provato ieri guardando quel mare non ha paragoni. Le mie giornate sono piene di impegni, sociali, di lavoro ma anche di salutare divertimento. Mi ritrovo ogni giorno a ringraziare Dio di avermi dato l'opportunità di vivere qui.

* * *

 

Le storie che andiamo a raccontare hanno lo scopo di dare un po' di speranza ai nostri connazionali italiani che per vari motivi l'hanno persa  a causa di problemi finanziari, sociali, di stress o solo con  voglia di rimettersi in gioco, a qualsiasi età.

Io per prima, a 60 anni decisi il grande passo. Sono Rita e oggi ho 63 anni, ho condotto una vita di sacrifici e di lavoro, sono stata una commerciante e dal 2010 sono stata costretta a chiudere la mia attività. Ero speranzosa perché da li a poco avrei potuto usufruire di una pensioncina che mi avrebbe permesso di vivere, non sicuramente come negli anni precedenti ma dignitosamente. La grande delusione, ma soprattutto la disperazione, è arrivata con la legge Fornero, essendo del '52 mi hanno fregata ma non solo:, venni a conoscenza che avrei dovuto ricongiungere i due istituti per i quali erano stati versati i contributi e mi sarebbe costato circa 70.000€, impensabile pagarli per poi avere una pensione che non sarebbe arrivata neanche a 700€, non li avrei mai ammortizzati, pur avendoli.

Sono divorziata e percepisco un assegno divorzile di 600€, ho provato a viverci ma le mie due figlie erano costrette ad occuparsi di me quotidianamente, questo mi ha fatto cadere in depressione totale. Io, donna sempre  indipendente che aveva alzato il mondo con un dito, mi ritrovavo a dover vivere dipendendo dalle mie figlie che avevano il diritto e il dovere di pensare alla propria vita e non preoccuparsi della mia.  Conoscevo la Tunisia da circa 20 anni e da li in pochi mesi la decisione. Mi sono trasferita ad Hammamet, paese emancipato, cordiale e vivibilissimo. Sapevo che con le mie risorse avrei potuto vivere dignitosamente senza chiedere e soprattutto pesare, anche moralmente, su le mie figlie.
Oggi non mi pento neanche un po' della scelta che ho fatto e se l'avessi fatta prima sicuramente ne avrei guadagnato di salute. Vivo benissimo, mi posso permettere anche qualche piccolo sfizio e, pensando che tra qualche anno dovrei avere la pensione sociale (perchè anche avendo versato tra i due istituti più di 35anni mi dovrò accontentare della sociale), starò veramente bene.
Questo è un paese che da anche delle opportunità per rimettersi in gioco, in vari settori, ed io collaboro con l'associazione "Live in Tunisia" per la quale mi occupo di dare sostegno e informazioni sulla vita corrente a chi come me ha deciso questo passo.
Io ho girato pagina del libro della mia vita che non mi piaceva più, ne ho cominciata un altra che mi appassiona giorno dopo giorno.

- See more at: http://www.liveintunisia.org/it/article/storie-di-pensionati-italiani-di-tunisia#sthash.lv3ilcPk.cNPJ9TDc.dpuf

Le storie che andiamo a raccontare hanno lo scopo di dare un po' di speranza ai nostri connazionali italiani che per vari motivi l'hanno persa  a causa di problemi finanziari, sociali, di stress o solo con  voglia di rimettersi in gioco, a qualsiasi età.

Io per prima, a 60 anni decisi il grande passo. Sono Rita e oggi ho 63 anni, ho condotto una vita di sacrifici e di lavoro, sono stata una commerciante e dal 2010 sono stata costretta a chiudere la mia attività. Ero speranzosa perché da li a poco avrei potuto usufruire di una pensioncina che mi avrebbe permesso di vivere, non sicuramente come negli anni precedenti ma dignitosamente. La grande delusione, ma soprattutto la disperazione, è arrivata con la legge Fornero, essendo del '52 mi hanno fregata ma non solo:, venni a conoscenza che avrei dovuto ricongiungere i due istituti per i quali erano stati versati i contributi e mi sarebbe costato circa 70.000€, impensabile pagarli per poi avere una pensione che non sarebbe arrivata neanche a 700€, non li avrei mai ammortizzati, pur avendoli.

Sono divorziata e percepisco un assegno divorzile di 600€, ho provato a viverci ma le mie due figlie erano costrette ad occuparsi di me quotidianamente, questo mi ha fatto cadere in depressione totale. Io, donna sempre  indipendente che aveva alzato il mondo con un dito, mi ritrovavo a dover vivere dipendendo dalle mie figlie che avevano il diritto e il dovere di pensare alla propria vita e non preoccuparsi della mia.  Conoscevo la Tunisia da circa 20 anni e da li in pochi mesi la decisione. Mi sono trasferita ad Hammamet, paese emancipato, cordiale e vivibilissimo. Sapevo che con le mie risorse avrei potuto vivere dignitosamente senza chiedere e soprattutto pesare, anche moralmente, su le mie figlie.
Oggi non mi pento neanche un po' della scelta che ho fatto e se l'avessi fatta prima sicuramente ne avrei guadagnato di salute. Vivo benissimo, mi posso permettere anche qualche piccolo sfizio e, pensando che tra qualche anno dovrei avere la pensione sociale (perchè anche avendo versato tra i due istituti più di 35anni mi dovrò accontentare della sociale), starò veramente bene.
Questo è un paese che da anche delle opportunità per rimettersi in gioco, in vari settori, ed io collaboro con l'associazione "Live in Tunisia" per la quale mi occupo di dare sostegno e informazioni sulla vita corrente a chi come me ha deciso questo passo.
Io ho girato pagina del libro della mia vita che non mi piaceva più, ne ho cominciata un altra che mi appassiona giorno dopo giorno.

- See more at: http://www.liveintunisia.org/it/article/storie-di-pensionati-italiani-di-tunisia#sthash.lv3ilcPk.cNPJ9TDc.dpuf

Io per prima, a 60 anni decisi il grande passo. oggi ho 63 anni, ho condotto una vita di sacrifici e di lavoro, sono stata una commerciante e dal 2010 sono stata costretta a chiudere la mia attività. Ero speranzosa perché da li a poco avrei potuto usufruire di una pensioncina che mi avrebbe permesso di vivere, non sicuramente come negli anni precedenti ma dignitosamente.

La grande delusione, ma soprattutto la disperazione, è arrivata con la legge Fornero, essendo del '52 mi hanno fregata ma non solo:, venni a conoscenza che avrei dovuto ricongiungere i due istituti per i quali erano stati versati i contributi e mi sarebbe costato circa 70.000€, impensabile pagarli per poi avere una pensione che non sarebbe arrivata neanche a 700€, non li avrei mai ammortizzati, pur avendoli.
Sono divorziata e percepisco un assegno divorzile di 600€, ho provato a viverci ma le mie due figlie erano costrette ad occuparsi di me quotidianamente, questo mi ha fatto cadere in depressione totale.

Io, donna sempre indipendente che aveva alzato il mondo con un dito, mi ritrovavo a dover vivere dipendendo dalle mie figlie che avevano il diritto e il dovere di pensare alla propria vita e non preoccuparsi della mia.

Conoscevo la Tunisia da circa 20 anni e da li in pochi mesi la decisione.

Mi sono trasferita ad Hammamet, paese emancipato, cordiale e vivibilissimo.

Sapevo che con le mie risorse avrei potuto vivere dignitosamente senza chiedere e soprattutto pesare, anche moralmente, su le mie figlie.
Oggi non mi pento neanche un po' della scelta che ho fatto e se l'avessi fatta prima sicuramente ne avrei guadagnato di salute.

Vivo benissimo, mi posso permettere anche qualche piccolo sfizio e, pensando che tra qualche anno dovrei avere la pensione sociale (perchè anche avendo versato tra i due istituti più di 35anni mi dovrò accontentare della sociale), starò veramente bene.
Questo è un paese che da anche delle opportunità per rimettersi in gioco, in vari settori, ed io collaboro con l'associazione "Tunisia da Vivere" per la quale mi occupo di dare sostegno e informazioni sulla vita corrente a chi come me ha deciso questo passo.

Io ho girato pagina del libro della mia vita che non mi piaceva più, ne ho cominciata un altra che mi appassiona giorno dopo giorno.
 

 

 

La storia di Alda e Salvino

 

Alda e suo marito Salvino sono in Tunisia , ad Hammamet, da circa due anni. Il figlio Ninni si era stabilito qui gia' prima della rivoluzione.
Alda e Salvino non avevano grandi problemi economici in Italia ma ogni volta che venivano a far visita al loro figlio constatavano che la serenità e la tranquillità di questo paese non era paragonabile alla vita che si stava prospettando in Italia che giorno dopo giorno mostrava una realtà di disperazione.
Quando il destino ci aiuta!!!!!! Un giorno passeggiando per Hammamet videro un bellissimo locale al centro, molto vicino alla Medina e cominciarono a pensare di mettere su un Bar/Ristorazione, un posto dove gli italiani residenti ad Hammamet avrebbero potuto frequentare.
In Italia è impensabile aprire una attività ma qui è tutto più semplice e meno costoso e con agevolazioni per gli italiani che aprono delle società, in più Salvino, trasferendosi qui, avrebbe avuto sulla sua pensione un gran vantaggio con la defiscalizzazione.
Oggi sono qui, è nato il "MOVIDA" un grande luogo dove noi italiani ci incontriamo, ci riuniamo per fare delle piccole feste e dove l'ambiente è simpatico e piacevole.
C'è da dire che Alda è napoletana e Salvino è siciliano, cuore caldo e animo positivo, Alda cucina dei piatti da far invidia ai migliori chef.
La loro vita ha avuto una svolta positiva, la famiglia si è riunita e gli acciacchi che in Italia si facevano quotidianamente sentire li hanno dimenticati.
La cosa sorprendente è che quando Alda fa la spesa per il "MOVIDA", la fa a cuor leggero, mentre in Italia per andare dal macellaio, fruttivendolo, pescivendolo........doveva accendere un mutuo, spigola e orata, filetto e bistecca e tutte le verdure sono quotidianamente sulle nostre tavole.

 

 

 

Torneresti in Italia? "Neanche per sogno!"

Intervista:
Iniziamo questa serie di testimonianze parlando oggi con Franca, una bella signora romana di 73 anni, minuta e sempre sorridente.
 

D: Franca quando hai deciso di trasferirti in tunisia e perché proprio Hammamet?

R: Da dicembre del 2013 mi sono trasferita definitivamente. La decisione l'ho presa dopo aver visitato per tanti anni la Tunisia come turista e avendo constatato che era un paese tranquillo nel quale avevo avuto la possibilità di fare tante amicizie dove avrei potuto vivere serenamente, dopo essere stata per 50 anni una commerciante in Italia,stufa dei problemi e soprattutto dello stress.
Ho optato per Hammamet perché è un posto bellissimo fornito di tutto e vicinissimo a Tunisi dove posso raggiungere sia il porto che l'aeroporto in meno di 1 ora.


D: Che difficoltà hai trovato trattandosi di un paese islamico?

R: Trascorro le mie giornate senza nessun problema, anzi dimentico totalmente di essere in un paese islamico, visto che tranne qualche donna velata nulla mi fa sentire diversa da loro.

D: A livello economico che vantaggi hai avuto?

R: Il vantaggio economico è moltissimo; per mangiare spendo pochissimo, gli affitti sono irrisori e quindi mi posso permettere di avere anche una bella casa.
Posso inoltre togliermi anche qualche sfizio, cosa che in Italia da diverso tempo non facevo più; il vantaggio economico per noi pensionati è notevole: si riesce a raddoppiare il valore della nostra pensione ed a risparmiare qualcosa anche sulla la tassazione.
Insomma anche chi puo’ contare solo su una pensione minima qui può vivere decorosamente.

 


* * *

 

 

 

Ho lavorato per tanti anni in diversi paesi del mondo, soprattutto paesi arabi.
Certo sono stato fortunato, ho guadagnato tanti soldi e la mia famiglia, tre meravigliose figlie ed una moglie, economicamente non hanno mai avuto problemi.
Nel 1996 è arrivata la tanto sospirata pensione e finalmente potevo godermi appieno quella famigliola che mi era mancata nel girovagare, i tanti sacrifici potevano dare i suoi frutti ed essere ripagati.
Non avevo fatto bene i conti, mentre io lavoravo lontano e facevo un percorso di vita ma sempre con il pensiero a loro, la mia famiglia, ma anche gli amici ne percorrevano un altro.
Ho trovato difficile reinserirmi in un contesto che non mi confaceva per mentalità ma la felicità di poter abbracciare nel quotidiano le mie figlie era tantissima.
Da li a qualche anno mia moglie, dopo una lunga malattia, ci lasciò
Le mie figlie ormai grandi avevano la loro vita ed io mi ritrovai solo.
Essere soli e anziani, soprattutto in un paese come l'Italia dove il pensionato è da "rottamare" e viene denigrato, non viene rispettato.......siamo "vecchi"
Un mio amico mi aveva informato che si era trasferito a vivere in Tunisia e ne era entusiasta sia per il clima e la bellezza dei posti ma anche per i grandissimi vantaggi per noi pensionati. Il costo della vita è bassissimo e il recupero delle tasse, con la residenza qui si percepisce la pensione al lordo, è un vantaggio notevole.
Sono partito qualche tempo fa per sondare e rendermi conto, poi ho deciso...
Mi sono trasferito due mesi fa ad Hammamet e alla mia veneranda età di 83 anni.....ne sono felice!!!!!!
Ho trovato un Paese bellissimo nei suoi paesaggi, gente cordiale ed emancipata che ti saluta per la strada anche se non ti conosce ed è pronta a darti una mano per qualsiasi esigenza senza chiedere nulla in cambio. Il mio cuore ha ricominciato a battere di gioia, quella gioia del sentirti considerato e ancora "vivo"
Mi sono inserito immediatamente nella comunità italiana che è vasta e varia.
Passo le mie giornate sempre in compagnia, più giovani, meno giovani, qui non è importante l'età ma......
l'anima.

                                                                                                                                                                                                          GAETANO


 

* * *

 

E' arrivato qualche mese fa per decidere se trasferirsi o no, il figlio gli aveva suggerito il nostro sito perché vista la sua smania di attività, Desenzano cominciava a stargli stretta. Per i mesi estivi giugno, luglio e agosto, poteva anche andare ma il resto dell'anno desolazione completa.
Divideva le sue giornate nel guardare dalla finestra e nel passare qualche ora nei centri commerciali. Lui attivo com'è?....mmmmmmm
Ricordo, io stessa l'ho assistito nei primi giorni del suo arrivo, l'entusiasmo che aveva sia nei nostri confronti sia guardandosi attorno con gli occhietti furbi di uno che ha voglia di vivere una vita appieno, si percepiva a pelle.
Siamo andati in giro a cercare una casa che rispecchiasse le sue esigenze e dopo averne viste due o tre, siamo rimasti abbagliati, io per prima, da una casetta in pietra dalle fattezze berbere, letto in pietra ma con un bel materasso, bagno in pietra ma con tutte le comodità e una cucina da far invidia a Biancaneve per come era organizzata, insomma arredata divinamente con mobili tradizionali ma costruiti su misura, la casetta di Alì Babà, come la chiama lui, con un giardino fiorito e due alberi di ulivo che incantano.
AGGIUDICATA!!!!!!!!!! Da li a pochi giorni abbiamo sbrigato tutte le pratiche necessarie per la residenza ed è ripartito per l'Italia per ritornare con la sua auto colma di cose personali, cane e mountain bike compresi.....
Oggi l'ho incontrato al Sidi Bou Hadid, il tradizionale cafè che nomino spesso, abbiamo scambiato quattro chiacchiere, era abbronzato e raggiante.
Mi ha confermato che non tornerebbe in Italia neanche se dovesse firmare cambiali per rimanere qui, sua espressione, che le sue giornate sono vissute esattamente come lui aveva sognato e che l'unica cosa che sta aspettando per completare il quadro e vivere senza neanche più un pensiero è vendere la sua piccola proprietà a Desenzano, che ancora gli costa, e l'arrivo della detassazione sulla pensione. La pensione ce la siamo pagata e le tasse che ci rubano devono rientrare nelle nostre tasche.

AHAHAH GRANDE Enzo